La Luna
Simbolismo, miti, archetipi, significati e influenze


Luna di Novembre
detta anche Luna degli Antenati, Luna Oscura, Luna della Nebbia, Luna del Castoro, Luna del Dolore,
Luna Matta, Luna dei Cervi che perdono le corna, Luna di Povertà


Immagine di Johannus Boot

Luna della trasformazione, o luna degli antenati

La luna di Novembre corrisponde in natura ad un "tempo di sogno e di riposo".
Il ciclo agricolo è ormai terminato, la terra dà pochi ultimi frutti mentre il buio avanza sovrano proteggendo il riposo della Dea Terra, che giace accanto al Dio Sole, in un'unione più spirituale che fisica.
Con Samhain, o capodanno celtico, ha inizio un nuovo giro nella ruota dell’anno.
E' questo il periodo più misterioso e magico di tutto l’anno, e in particolare dalla notte del 31 Ottobre/1° Novembre per circa dieci giorni, il velo sottile che ci separa dall’altra dimensione si fa ancor più impalpabile.
Nell’antichità si pensava che, in occasione di Samhain, gli spiriti dei defunti tornassero a camminare sulla terra, facendo visita ai vivi: da ciò deriva l’usanza di onorare la memoria dei propri avi il 1° Novembre, ripresa da altre tradizioni religiose.
Per onorare i loro cari defunti, i nostri antenati solevano lasciar del cibo sulla soglia di casa, e scrivere messaggi da gettare nel fuoco affinchè giungessero nell’aldilà, ai loro cari.

Anche per noi questo è un tempo particolarmente adatto per riflettere, contemplare, guardarsi dentro e trasformare ciò che ha bisogno di essere trasformato. Come la natura si spoglia, s'arresta e si addormenta, altrettanto noi possiamo utilizzare questo riposo rigeneratore per prepararci ad affrontare un nuovo ciclo.
Non a caso questo è il tempo dello Scorpione, il cui governatore è Plutone, o Ade, dio dell’oscurità e sposo di Persefone, la Dea dei due mondi.
Scorpione è il segno della trasformazione, della crisi che precede la rigenerazione, che poi incontreremo in Sagittario.
In questo segno l’uomo affronta il difficile compito di superare la paura della perdita, anche la più estrema, fino a comprenderne i doni.
La leggenda di Inanna, mito dello scorpione, narra infatti di un viaggio nel regno degli inferi, per incontrare la propria parte oscura, o rimossa, la sorella Ereshkigal. Un viaggio doloroso, al ritorno del quale Inanna incontra tanti doni quanti i gioielli che ha lasciato lungo la discesa, per accorgersi una volta in superficie che il valore di questi doni è di gran lunga superiore rispetto a quanto ha perso.
Come Inanna, permettiamoci anche noi un viaggio nell’interiorità, per rivedere l'anno che è passato riconoscendo quei lati del nostro Io che è bene lasciar “morire”, dando così spazio a nuove possibilità.
Approfittiamo di questo tempo anche per confrontarci serenamente con quel fenomeno della vita che tanto ci spaventa, ma sul quale non abbiamo alcun possibile controllo: la morte.
Rielaboriamo i nostri lutti, onoriamo i nostri cari e ricordiamo che ad ogni perdita segue una rinascita, è la natura stessa che ce lo insegna.

Per entrare in sintonia con questo momento, ove passato, presente e futuro si incontrano, e con le energie del mese di novembre, il cerchio della luna propone la meditazione nel tempo dello Scorpione, tappa del percorso che, di luna in luna, ci pone in contatto con il cammino evolutivo dello zodiaco, che traccia un sentiero di crescita spirituale in ognuno di noi, in armonia con la spirale evolutiva della vita.
E' inoltre disponibile on line la meditazione per incontrare Ecate, dea del mistero, della magia e della luna calante.
Potete acquistare la meditazione direttamente dal sito tramite questo link

Spiriti di Natura: fate che si nascondono sottoterra
Piante: verbena, betonica, borraggine, grani di meleguetta, cinquefoglie, cardo.
Colori: grigio, verde-mare
Fiori: fiori di cactus, crisantemi
Profumi: cedro, fiore di ciliegio, giacinto, narciso, menta piperita, limone
Pietre: topazio, giacinto (zircone rosso/giallo-arancio), lapislazzuli
Alberi: ontano, cipresso
Animali: unicorno, scorpione, coccodrillo, sciacallo gufo
Divinità: Kali, Iside Nera, Nicnevin, Ecate, Bast, Osiride, Sarasvati, Lakshmi, Skadi, Mawu


Le fasi lunari di novembre 2020


Ultimo Quarto – 8 novembre
Luna Nuova – 15 novembre alle 06:08 in Scorpione
Primo Quarto – 22 novembre
Luna Piena –30 novembre alle 10:31 in Gemelli




La Luna di Novembre in giardino.
di Mimmo Tringale

La nona lunazione: La natura interrompe il suo flusso vitale permettendo di intervenire sul terreno e sulle piante.
Con una metafora poetica, negli antichi calendari lunari giapponesi, la nona lunazione veniva comunemente denominata "la lunazione delle braccia tese" per la forma assunta dai rami degli alberi oramai spogli di foglie. Un'immagine molto viva per indicare la condizione di stasi, in cui giace in questo periodo la natura intera, completamente immersa nel sonno invernale. Con la sola eccezione dell'estremo sud, in gran parte del paese la linfa interrompe gradualmente il suo flusso vitale all'interno delle piante, pertanto assai limitata se non nulla è l'influenza della luna e assai scarse le differenze tra i periodi di luna crescente e quelli di luna calante. In ogni caso, anche in questo ultimo scorcio dell'anno vale l'indicazione di preferire la luna calante per effettuare le lavorazioni del terreno e gli interventi sulle piante.


Semine e piantagioni
(luna crescente)
Interrare i bulbi a fioritura primaverile (anemoni, crocus, fresia, giacinti d'Olanda, giacinti romani, iris bulbosi, mombretia, muscari, narcisi, ranuncoli, scilla, sparaxis, tulipani, ecc.). Mettere a dimora all'aperto i nuovi rosai.

Trapianti (luna crescente)
Trapiantare le erbacee biennali e i cespi rizomatosi dei gigli.

Riproduzione (luna crescente)
Diradare e dividere i ceppi delle piante erbacee perenni e i cespi rizomatosi dei gigli.
Cimature e Potature (luna calante)
Potare gli arbusti a fioritura primaverile e quelli sempreverdi e le siepi in generale per stimolare l'emissione di nuova vegetazione.

Lavori (luna calante)
Rastrellare il prato per eliminare le foglie secche e i residui di falciatura ed effettuare la foratura per favorire l'arieggiamento. Preparare il terreno per le nuove piantagioni. Realizzare eventuali ripari, prima dell'arrivo dei primi geli. Ritirare i tuberi di dalia esauriti e riporli in ambiente ben riparato. Zappettare i filari delle siepi e concimare con letame, compost o concime organico.

Mimmo Tringale



Le Erbe di Novembre in cucina
a cura di Betty Forner

Novembre è l'undicesimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano ed il terzo ed ultimo mese dell'autunno nell'emisfero boreale, della primavera nell'emisfero australe, consta di 30 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Dal latino novem, "nove", perché era il nono mese del calendario romano, che iniziava con il mese di Marzo.

CACO

È originario della zona meridionale della Cina. Detto Mela d'Oriente fu definito anche Albero delle sette virtù: lunga vita (possono vivere anche mezzo secolo): grande ombra, assenza di nidi fra i suoi rami, inattaccabilità da parte dei tarli, possibilità di giocare con le sue foglie indurite dal ghiaccio, la settima virtù è data dal bel fuoco che fornisce e dalla ricchezza in sostanze concimanti il terreno. Dalla Cina si è esteso nei paesi limitrofi e ha trovato larga diffusione nel vicino Giappone.
Le prime notizie di questa specie risalgono ai Greci. Il nome Kaki compare in Giappone alla fine dello scorso millennio. Intorno alla metà del 1800 viene diffuso in America ed Europa. I primi impianti specializzati in Italia sono sorti nel salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia. In Italia la produzione si è stabilizzata intorno ai 650000q, la coltura è sporadicamente diffusa su tutto il territorio nazionale, ma riveste una certa importanza economica solo in Emilia e Campania con
produzioni rispettive di 220000q e 350000q. Questo particolare frutto ha un'importanza particolare anche in Sicilia dove è famosissimo e più diffuso il kaki di Misilmeri esportato e conosciuto in tutto il mondo.
Il kaki è un frutto energetico: apporta circa 65 chilocalorie per 100 grammi; é composto da circa 18% di zuccheri, il 78,20% di acqua; lo 0,80% di proteine; lo 0,40% di grassi oltre ad una ragionevole quantità di vitamina C, è inoltre ricco di betacarotene e di potassio.
Ha proprietà lassative e diuretiche ed è sconsigliato a chi soffre di diabete o ha problemi di obesità.Se gustato ancora in stato acerbo, può provocare la classica sensazione da "bocca legata". È una sensazione gustativa (tattile) di asprezza e ruvidità che si avverte principalmente sul dorso della lingua.

Confettura di Cachi
500 gr. Cachi
700 gr. Zucchero
1 Limone (succo)

Mondare, spellare i cachi e metterli in una pentola alta, schiacciandoli un poco col mestolo. Mondare, sbucciare le pere, tagliarle a pezzetti fini e metterle nella pentola, insieme ai cachi. Mescolarvi il fruttapec. Portare ad ebollizione e far bollire per un minuto circa, mescolando in continuazione, e aggiungere solo ora, gradatamente, lo zucchero. Riportate ad ebollizione e sempre mescolando far bollire per 8 minuti a fuoco vivace. Passare il tutto al passaverdura, quindi rimettere la purea nella pentola, aggiungervi il succo di limone e far bollire per 4 minuti, sempre mescolando. Togliere dal fuoco e mescolare per un minuto circa, facendo dissolvere l'eventuale schiuma. Versare la confettura fluida ancora bollente in vasetti preriscaldati e chiudere ermeticamente. Capovolgere i vasetti per 5 minuti.

CASTAGNA



Il castagno è una delle più importanti essenze forestali dell'Europa meridionale, in quanto ha riscosso, fin dall'antichità, l'interesse da parte dell'Uomo per i molteplici utilizzi. Oltre all'interesse intrinseco sotto l'aspetto ecologico, questa specie è stata largamente coltivata dall'Uomo, fino ad estenderne l'area per la produzione del legname e del frutto. Quest'ultimo, in passato, ha rappresentato un'importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani e di collina, in quanto le castagne erano utilizzate soprattutto per la produzione di farina. Attualmente l'importanza economica del castagno ha subito un drastico ridimensionamento. La coltura da frutto è oggi limitata alle varietà di particolare pregio e anche la produzione del legname da opera è fortemente ridimensionata. Del tutto marginale, infine, è l'utilizzo delle castagne per la produzione della farina, che
ha un impiego secondario nell'industria dolciaria. Si ritiene che buona parte delle superfici forestali a castagno siano derivate da una rinaturalizzazione di antiche coltivazioni abbandonatenel tempo, mentre la coltivazione si è ridotta alle stazioni più favorevoli, dove è possibile ottenere le migliori caratteristiche merceologiche del prodotto, in particolare il legname. Il frutto è utilizzato da tempi antichissimi, come si è detto, per la produzione di farine. Questo impiego ha oggi un'importanza marginale e circoscritta alla produzione di dolci tipici, come il castagnaccio. Ancora diffusa è invece la destinazione dei frutti di buon pregio al consumo diretto, concentrato nei mesi autunnali, e alla produzione industriale di marmellate e marron glacé. Interesse del tutto marginale ha il possibile impiego dei frutti come alimento per gli animali domestici.
L'uso del castagno a scopo medicamentoso è un aspetto marginale, tuttavia questa specie è considerata pianta officinale nella farmacopea popolare: per il contenuto in tannini, la corteccia ha proprietà astringenti, impiegabile in fitocosmesi per il trattamento della pelle. Alle foglie, oltre alle proprietà astringenti, sono attribuite proprietà blandamente antisettiche e sedative della tosse.
Sempre nella farmacopea popolare di alcune regioni, la polpa delle castagne, cotta e setacciata, trova impiego in fitocosmesi per la preparazione di maschere facciali detergenti ed emollienti.

Zuppa di Castagne

2 grosse patate
500 gr. Di funghi champignon
1 grossa manciata di castagne
1 spicchio d'aglio
1 spicchio di cipolla
1 carota
origano - prezzemolo – dragoncello

Fate soffriggere uno spicchio di cipolla, uno d'aglio e una carota, tritati fini, con un po' d'origano, di prezzemolo e di dragoncello. Aggiungete i funghi, direttamente dalla confezione se surgelati o tagliati a fettine e puliti se freschi. Mentre i funghi cuociono, mettete a lessare in un pentolino le castagne, bollendole per una ventina di minuti se sono fresche, o semplicemente reidratandole se sono seccheMentre le castagne lessano e i funghi soffriggono (attenzione a non farli asciugare!), sbucciate le patate e tagliatele a pezzetti molto piccoli, aggiungendole ai funghi. Durante la cottura, aggiungete gradualmente un po' d'acqua già calda (che avrete preparato su un fornello libero), in modo da tenere liquido il tutto, e un pochino di sale a piacere (poco, se avete intenzione di aggiungere del miso alla fine della cottura) o anche un pezzetto di dado. A questo punto, le castagne dovrebbero essere lessate.
Scolatele, sbucciatele (sì, anche la buccina sottile; meglio farlo quando sono ancora calde, è più facile) e
aggiungetele man mano che sono nude alla zuppa. Quando avrete aggiunto tutte le castagne, lasciate cuocere ancora, per una ventina di minuti o più, a seconda della pentola e del vostro gusto, aggiustate di sale, aggiungete un pizzico di pepe e servite dopo aver aggiunto un filo di olio.


PORCINO

Dai boschi di querce della pianura, alle faggete e abetaie di alta montagna. Si tratta di un fungo simbionte, gregario, che può nascere anche in grandi famiglie di molti esemplari. Tozzo e massiccio, giustifica appieno il suo nome, che è l'esatta traduzione di quello attribuitogli dagli antichi Romani (Suillus). Se indisturbato raggiunge facilmente grandi dimensioni, che a volte possono divenire eccezionali. Non sono infrequenti ritrovamenti di esemplari di peso superiore a uno o due chilogrammi.

Porcini fritti
•600 g di funghi porcini
•1 uovo
•Farina

Tagliate i funghi a pezzi, infarinateli, passateli nell'uovo sbattuto. Friggetene pochi per volta in abbondante olio bollente. Ritirateli ben dorati con la paletta forata, asciugateli su carta assorbente, passate sul piatto da portata. Salate. Servite subito.

saporidimadreterra.blogspot.com



 

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